Isaac Newton (1643-1727) nasce il 4 gennaio 1643 a Woolsthorpe, Lincolnshire, e muore il 20 marzo 1727 a Londra. Fu il matematico più grande della sua generazione e gettò le fondamenta del calcolo differenziale e integrale.
Newton portò a termine la maggior parte dei suoi lavori rivoluzionari durante il biennio 1665-1667, quando l’università di Cambridge era chiusa per la peste. In questo breve periodo produsse innovazioni decisive in matematica, ottica, fisica e astronomia. Sviluppò il metodo dei flussioni, anticipando il calcolo leibniziano, e formulò la legge della gravitazione universale. La sua opera massima, i Principia mathematica, pubblicata nel 1687, unificò la meccanica celeste con le leggi del moto terrestre.
L’intelligenza straordinaria di Newton si manifestò ancora nel campo dell’ottica: dimostrò che la luce bianca è composta da infiniti colori e approfondì lo studio della rifrazione. La sua capacità di unificare fenomeni apparentemente disparati attraverso pochi principi matematici rappresenta il modello stesso della ricerca scientifica. Scoprire come una mente geniale può decifrare la natura attraverso il linguaggio della matematica rende chiaro come la conoscenza sia il risultato della perseveranza, della curiosità e della creatività intellettuale.
